M Abdalbary, M Sobh , S Elnagar, M A Elhadedy, N Elshabrawy, M Abdelsalam, K Asadipooya, A Sabry, A Halawa, A El-Husseini.
Osteoporos Int. 2022 Jun 24. doi: 10.1007/s00198-022-06462-3.

ABSTRACT

I pazienti affetti da insufficienza renale cronica hanno un tasso di fratture 4-5 volte superiore rispetto a chi non l’ha. L’incidenza delle fratture aumenta con il deterioramento della funzione renale. Il processo di modificazioni scheletriche nei pazienti con insufficienza renale cronica è caratterizzato da una resistenza ossea compromessa a causa del deterioramento della quantità e/o qualità dell’osso. Le fratture determinano un effetto deleterio sulla qualità della vita e una maggiore mortalità nei pazienti con insufficienza renale cronica. La patogenesi della perdita ossea e della frattura è complessa e multifattoriale. Osteodistrofia renale, l’ambiente uremico, i farmaci e le malattie sistemiche che portano all’insufficienza renale contribuiscono tutti insieme al danno osseo in questi pazienti. Non c’è ancora consenso sul metodo diagnostico ottimale per la valutazione dell’osso nei pazienti con insufficienza renale cronica. La quantità di osso e la massa ossea possono essere valutati mediante assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA) o con tomografia quantitativa computerizzata (QCT). La qualità dell’osso invece può essere valutata con metodi non invasivi come il trabecular bone score (TBS), con metodi di imaging osseo ad alta risoluzione e con una metodica invasiva quale è la biopsia ossea. I marker di turnover osseo possono riflettere il rimodellamento osseo, ma alcuni di essi sono trattenuti dai reni. La comprensione del meccanismo della perdita ossea è fondamentale nella prevenzione delle fratture nei pazienti con insufficienza renale cronica. Sono stati riportati in letteratura vari tipi di interventi non farmacologici e farmacologici per migliorare la salute delle ossa. La valutazione delle anomalie di laboratorio è cruciale nell’insufficienza renale cronica. Il trattamento con inibitori del riassorbimento osseo è efficace nel migliorare la BMD e ridurre il rischio di fratture ma soprattutto nei pazienti con insufficienza renale cronica avanzata ci sono ancora alcune  incertezze sulla sicurezza e sull’efficacia stessa. Considerando la prevalenza di basso turnover osseo nei pazienti con insufficienza renale avanzata, gli osteoanabolici appaiono promettenti. La paratiroidectomia dovrebbe essere considerata l’ultima spiaggia per i casi intrattabili di iperparatiroidismo renale. C’è un ampio e inaccettabile divario nella gestione dell’osteoporosi nei pazienti con insufficienza renale cronica. Questo articolo si focalizza sulle nozioni più aggiornate nella gestione dell’osteoporosi in pazienti con insufficienza renale cronica. 

ABSTRACT

Patients with CKD have a 4-fivefold higher rate of fractures. The incidence of fractures increases with deterioration of kidney function. The process of skeletal changes in CKD patients is characterized by compromised bone strength because of deterioration of bone quantity and/or quality. The fractures lead to a deleterious effect on the quality of life and higher mortality in patients with CKD. The pathogenesis of bone loss and fracture is complex and multi-factorial. Renal osteodystrophy, uremic milieu, drugs, and systemic diseases that lead to renal failure all contribute to bone damage in CKD patients. There is no consensus on the optimal diagnostic method of compromised bone assessment in patients with CKD. Bone quantity and mass can be assessed by dual-energy x-ray absorptiometry (DXA) or quantitative computed tomography (QCT). Bone quality on the other side can be assessed by non-invasive methods such as trabecular bone score (TBS), high-resolution bone imaging methods, and invasive bone biopsy. Bone turnover markers can reflect bone remodeling, but some of them are retained by kidneys. Understanding the mechanism of bone loss is pivotal in preventing fracture in patients with CKD. Several non-pharmacological and therapeutic interventions have been reported to improve bone health. Controlling laboratory abnormalities of CKD-MBD is crucial. Anti-resorptive therapies are effective in improving BMD and reducing fracture risk, but there are uncertainties about safety and efficacy especially in advanced CKD patients. Accepting the prevalent of low bone turnover in patients with advanced CKD, the osteo-anabolics are possibly promising. Parathyroidectomy should be considered a last resort for intractable cases of renal hyperparathyroidism. There is a wide unacceptable gap in osteoporosis management in patients with CKD. This article is focusing on the updated management of CKD-MBD and osteoporosis in CKD patients. 

©2022 G.I.B.I.S. – Gruppo Italiano Bone Interdisciplinary Specialists

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