Dennison EM, Cooper C, Kanis JA et al., Osteoporos Int 2019 30:1733-1743

ABSTRACT

SUMMARY: In considerazione della pratica diffusa di raccomandare una “finestra terapeutica”, è stato indagato l’impatto dell’interruzione di due comuni terapie per l’osteoporosi (bisfosfonati e denosumab). Evidenze in letteratura suggeriscono che il rischio di nuove fratture cliniche e di fratture vertebrali aumenti quando si interrompe il trattamento dell’osteoporosi con bisfosfonati o denosumab.

INTRODUZIONE: Lo scopo di questo lavoro è stato quello di rivedere la letteratura disponibile al fine di indagare quali evidenze esistano per orientare il processo decisionale clinico in merito alla “finestra terapeutica” con farmaci quali i bisfosfonati ed il denosumab.

METODI: Revisione sistematica.

RISULTATI: Le diverse caratteristiche farmacocinetiche si traducono in outcomes differenti alla sospensione della terapia. Studi prospettici e retrospettivi riportano che il rischio di nuove fratture cliniche è del 20–40% più alto nei soggetti che hanno interrotto il trattamento con bisfosfonati e che il rischio di fratture vertebrali è approssimativamente raddoppiato. La rapida perdita ossea è stata ben documentata dopo l’interruzione del trattamento con denosumab, con un’incidenza di fratture vertebrali multiple intorno al 5%. Gli studi non hanno identificato fattori di rischio per frattura, dopo la sospensione del trattamento, diversi da quelli che hanno posto indicazione al trattamento stesso (ad es. la pregressa frattura e la bassa BMD). Gli studi che hanno valutato la prosecuzione a lungo termine della terapia non hanno documentato un aumento del rischio di frattura e hanno riportato tassi molto bassi di eventi scheletrici avversi come la frattura atipica del femore.

CONCLUSIONI: L’ipotesi che ai pazienti in trattamento a lungo termine con bisfosfonati o denosumab debba essere sempre proposta una “finestra terapeutica” non è supportata da evidenze in letteratura. Le diverse proprietà farmacocinetiche delle terapie richiedono differenti strategie nella gestione della sospensione del trattamento stesso. In contrasto, trattamenti a lungo termine con farmaci antiriassorbitivi, non si associano ad un aumento del rischio di fratture da fragilità e gli eventi avversi scheletrici permangono rari.

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