Martina Behanova, Berthold Reichardt, Tanja A. Stamm, Jochen Zwerina, Klaus Klaushofer, Roland Kocijan
Calcified Tissue International (2019) 105:630–641.

Abstract
Abbiamo valutato le differenze nella sopravvivenza dei pazienti dopo frattura di femore e il rischio di rifrattura tra i pazienti trattati con bisfosfonati orali o endovenosi, denosumab e pazienti senza terapia.
Abbiamo utilizzato i dati relativi a tutti i pazienti di età superiore ai 50 anni che in Austria sono andati incontro a una frattura di femore tra il 2012 e il 2017 e che sono stati seguiti fino al 2017 relativamente all’insorgenza di una nuova frattura di femore e alla mortalità per qualsiasi causa.
I pazienti che non avevano mai assunto un trattamento anti-osteoporotico e che hanno avviato una terapia con bisfosfonati e denosumab sono risultati eleggibili per un’analisi di propensity score i cui i pazienti sono stati matchati 1:1 per ottenere gruppi confrontabili. Abbiamo applicato un approccio di rischio concorrenziale e calcolato le funzioni di incidenza cumulativa e la distribuzione secondaria per valutare le rifratture. E’ stato invece applicato un modello di regressione Cox per il rischio di mortalità.
Sono stati osservati 54145 pazienti con frattura di femore (1919 in bisfosfonati orali, 1870 in bisfosfonato ev, 555 in denosumab e 42795 pazienti non trattati sono stati inclusi nei gruppi) e sono stati seguiti per una mediana di 22,6 mesi (range interquartile)
I pazienti trattati con farmaci anti-riassorbitivi avevano una sopravvivenza significativamente maggiore rispetto a quelli non trattati
Il ricevere un trattamento riduce significativamente il rischio di morte nelle donne in terapia con bisfosfonati ev del 17% (HR 0.83, 95% CI 0.71–0.98, p = 0.023). Il dato non è statisticamente significativo per denosumab e bisfosfonati orali. E’ stato osservato un rischio maggiore di nuove fratture di femore nelle donne in denosumab (SHR 1.77, 95% CI 1.08–2.91) e in bisfosfonati ev (SHR 1.81, 95% CI 1.35–2.41) e nei maschi in bisfosfonato orale (SHR 2.89, 95% CI 1.58–5.30). I pazienti che sono stati trattati con farmaci antiriassorbitivi dopo la frattura di femore hanno avuto una sopravvicenza maggiore rispetto ai pazienti senza terapia il che evidenzia l’importanza di iniziare un trattamento con anti-riassorbitivi dopo una frattura di femore.

©2019 Gruppo Italiano per lo studio dei BISfosfonati

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