A Prespecified Secondary Analysis of a Double-Blinded, Randomized Clinical Trial
Brustad N, Garland J, Thorsen J et al., JAMA Pediatrics 2020 doi: 10.1001/jamapediatrics.2019.6083

ABSTRACT

INTRODUZIONE: Studi suggeriscono un’associazione tra lo stato vitaminico D materno durante la gravidanza e i dati antropometrici e di mineralizzazione ossea dei figli, ma le ricerche in merito sono poche e con risultati contrastanti.

SCOPO: Lo scopo del lavoro è quello di investigare l’effetto della supplementazione con alte dosi di vitamina D rispetto alle dosi standard in donne in gravidanza sugli outcomes antropometrici e ossei dei figli fino a sei anni di età.

DISEGNO DELLO STUDIO, PARTECIPANTI: Si tratta di un’analisi secondaria pre-specificata di un studio clinico randomizzato e in doppio cieco del “Copenhagen Prospective Studies on Ashma in Childhood 2010 mother-child cohort (COPSAC2010)” che includeva 623 donne in gravidanza e i loro 584 bambini. I dati sono stati analizzati tra gennaio e settembre 2019.

INTERVENTO: Supplementazione con 2800 UI/die (alte dosi) di vitamina D versus 400 UI/die (dose standard) dalla 24 settimana di gravidanza fino ad una settimana dopo la nascita.

PRINCIPALI OUTCOMES: Valutazioni longitudinali antropometriche inclusi il rapporto lunghezza/altezza, il peso, l’indice di massa corporea (BMI) fino ai 6 anni, il contenuto minerale osseo (BMC) e la densità minerale ossea (BMD) a 3 e a 6 anni mediante densitometria a doppio raggio X.

RISULTATI: All’età di 6 anni, 517 bambini (89%) hanno completato il follow up clinico. Tutti i partecipanti erano danesi e bianchi; 261 maschi e 256 femmine. Un’analisi via mixed-effects model degli outcomes di densitometria ossea tra i 3 e i 6 anni ha evidenziato che i bambini supplementati con vitamina D rispetto ai bambini in placebo hanno un più alto BMC total body: la differenza media (aMD) corretta per età, sesso, altezza e peso è risultata di 11.5g (CI 95%, 2.3-20.7; p=0.01); un più alto BMC total body esclusa la testa con aMD di 7.5g (CI95%, 1.5-13.5; p=0.01); e un più alto BMD testa con aMD di 0.023g/cm2 (CI95%, 0.003-0.004; p=0.03). Il maggior effetto è stato osservato nei bambini di madri con insufficienza vitaminica D (<30 ng/ml; per convertire in nmol/L moltiplicare per 2.496) e trai i bambini nati in inverno. In un’analisi post hoc, è stata osservata una incidenza di frattura inferiore nel gruppo supplementato con vitamina D (n=23 vs n=36; Incidence Rate Ratio 0.62 (CI 95% 0.37-1.05; p=0.08), ma non sono state rilevate differenze in nessuno dei dati antropometrici. L’aggiustamento per un concomitante intervento con acidi grassi polinsaturi omega-3 non ha modificato i risultati.

CONCLUSIONI E RILEVANZA: La supplementazione con vitamina D ad alte dosi in gravidanza rispetto alle dosi standard ha migliorato la mineralizzazione ossea dei bambini fino ai 6 anni di età, suggerendo la necessità di aumentare l’intake raccomandato in epoca gestazionale. Questo potrebbe influenzare il picco di massa ossea, il rischio di frattura e il rischio di sviluppare osteoporosi più avanti nella vita. Non sono stati osservati effetti sui dati antropometrici.

©2020 G.I.B.I.S. – Gruppo Italiano Bone Interdisciplinary Specialists

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