Nel commento della C.U.F. alla Nota vengono riportate alcune elaborazioni
di farmaco-economia basate esclusivamente sul NNT. Nella Nota
il concetto di prevenzione viene riferito esclusivamente alle
fratture osteoporotiche e non all'osteoporosi. Estendendo quest'approccio
all'ipertensione ed all'ipercolesterolemia, i farmaci antipertensivi
od ipocolesterolemizzanti saranno utilizzati solo nella prevenzione
secondaria di ictus ed infarto rispettivamente e non allo sviluppo
dell'aterosclerosi.
Nel caso specifico delle valutazioni della C.U.F. sulla terapia
dell'osteoporosi con Alendronato si impongono alcune riflessioni.
Il calcolo del numero di soggetti da trattare in un determinato
arco di tempo al fine di evitare una frattura vertebrale (NNT)
tiene conto solo del numero degli eventi fratturativi evitati
nel periodo di trattamento. Seppure formalmente corretto sul piano
della farmaco-economia questo calcolo non include nè il
cosiddetto "life time risk" nè la "qualità
del rischio".
Infatti tra gli elementi che rendono più vantaggioso il
rapporto costo/beneficio di un trattamento è inclusa l'età
del paziente. Dal momento che il rischio di frattura in un arco
limitato di tempo (ad
es. 5 anni) è maggiore nei più vecchi, risulterebbe
più vantaggioso trattare le persone più avanti negli
anni (ad es. > 75 anni). Tuttavia se il rischio viene calcolato
tenendo conto degli anni che una persona ha ancora da vivere -
life time risk - la probabilità di sviluppare una frattura
osteoporotica è decisamente superiore in una donna di 50
anni con una grave riduzione della massa ossea, anche se non ha
ancora avuto fratture, piuttosto che in una ottantenne con pregresse
fratture, ma con minore aspettativa di vita.
Inoltre l'impatto socio-sanitario ed economico di una frattura
in una giovane donna è decisamente più elevato (qualità
del rischio): limitandosi solo all'aspetto economico, una maggiore
aspettativa di vita comporta un pesante impegno in termini di
prolungata terapia farmacologica, per la prevenzione di nuove
fratture e per il dolore, in termini di misure fisioterapiche,
in termini di costi assicurativi e per finire in termini di perdita
di reddito.
Infine il vantaggio acquisito in termini di incremento relativo
della massa ossea e quindi
di resistenza dello scheletro durante un trattamento con Alendronato
portato avanti per alcuni anni, si mantiene per moltissimo tempo,
forse per tutta la vita: è ovvio pertanto che un trattamento
precoce offre un miglior profilo del rapporto costi-benefici,
in quanto incide positivamente sia sul "life time risk"
che sulla qualità del rischio.