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Prefazione
   
 
 
     
 

L'importanza sociale e la rilevanza economica dell'osteoporosi e delle fratture a questa associate rappresentano una acquisizione relativamente recente. A ciò ha contribuito il fatto che, fino agli anni '70, lo scheletro fosse ancora visto quale semplice sostegno meccanico, che la diagnostica delle malattie metaboliche dell'osso fosse ancora rudimentale ed imprecisa e, soprattutto, non fossero all'epoca disponibili terapie di provata efficacia.

Negli anni '80, l'affinamento delle tecniche diagnostiche e la disponibilità di nuovi
farmaci osteo-attivi danno un impulso decisivo al settore. A ciò hanno anche contribuito le proiezioni demografiche di un inusitato invecchiamento della popolazione e la nozione che, proprio nelle fasce di età più avanzata, le fratture osteoporotiche rappresentano uno dei più importanti fattori di rischio per disabilità e mortalità. In questo periodo, tuttavia, il trattamento dell'osteoporosi era ancora contraddistinto da una notevole approssimazione non disgiunta, in qualche caso, da un irrazionale impiego dei farmaci per l'osteoporosi in patologie osteoarticolari non pertinenti. Tutto ciò ha rappresentato un fenomeno epocale che peraltro ha contribuito ad un uso, spesso inappropriato, di risorse sanitarie.

Negli anni '90, al di là degli aggiornamenti tecnologici (nuovi parametri bioumorali di rimodellamento scheletrico e diagnostiche strumentali sempre più precise ed accurate), una delle innovazioni più importanti è la progressiva sostituzione della massa ossea con le fratture quale "end point" per gli studi clinici. L'importanza delle fratture viene infatti sottolineata in tutte le "Consensus Conference" nelle quali si ribadisce che la "...ridotta massa ossea, il deterioramento della microarchitettura ed il conseguente aumento della fragilità ossea rappresentano fattori predisponenti alle fratture." Questa nozione, unita alla messa a punto di studi clinici finalmente adeguati, ha determinato un reale salto di qualità nello studio dei farmaci per il trattamento dell'osteoporosi.

Questi studi basati sul principio di "medicina basata sull'evidenza", hanno recentemente ottenuto un riscontro pratico con la decisione, da parte degli Organi competenti, di ammettere la rimborsabilità dell'alendronato (nota 79) cui, ci auguriamo, possa seguire quella di even-
tuali altri farmaci di provata efficacia. La nota in questione richiede peraltro una precisa caratterizzazione dei pazienti mediante una oltremodo specifica definizione delle fratture. Questo breve compendio si propone appunto, grazie ad una estrema chiarezza espositiva ed una superba documentazione iconografica, di rispondere al problema eminentemente tecnico di come individuare esattamente queste fratture. Siamo comunque convinti che, come sempre, la sensibilità, l'etica professionale e la volontà di aiutare concretamente i pazienti rappresenteranno le migliori garanzie per il corretto approccio a questa come ad altre terapie. D'altra parte, le patologie dell'anziano configurano un'area di sempre maggiore impegno per la professione medica e, comunque, le 50 mila fratture di femore che si registrano annualmente in Italia ed il numero almeno eguale di fratture vertebrali configurino già da adesso costi umani, sociali ed economici tali da giustificare il nostro massimo impegno.

Nel concludere voglio infine ringraziare gli Autori per il risultato conseguito, ed il Gruppo Italiano per lo Studio dei Bisfosfonati per il prezioso contributo all'iniziativa.


Prof. Gaetano Crepaldi

 
 
Il razionale della nota 79 (classe A nota 79)
Il trattamento dell'osteoporosi e farmaco-economia
Epidemiologia delle fratture osteoporotiche
Fratture del femore prossimale
Fratture di Colles
Fratture vertebrali
Perché è importante identificare le fratture vertebrali
Come identificare una frattura vertebrale
Esame radiologico
Non tutte le deformità vertebrali sono fratture