La conseguenza clinica fondamentale della perdita di massa ossea
che caratterizza l'osteoporosi è la riduzione della resistenza
al trauma che naturalmente oppone l'apparato scheletrico, con
conseguente incremento delle fratture.
Le fratture osteoporotiche in generale sono causa di disabilità
anche di grado elevato di tipo fisico e psichico, di dolore cronico,
di incremento della morbilità, di ingenti oneri economici
per impegno di risorse finanziarie ed umane nel campo socio-assistenziale.
La loro incidenza aumenta esponenzialmente con l'età. Dopo
i 50 anni di età si calcola che 40 donne su 100 esperimenteranno
almeno una frattura mentre per gli uomini la stima di tale evento
dopo i 50 anni, con l'attuale spettanza di vita, è valutata
intorno al 15%. Le più comuni fratture associate ad osteoporosi
sono quelle del femore prossimale, del polso e delle vertebre,
anche se fratture dell'omero, della pelvi, delle coste e delle
gambe sono spesso associate ad osteoporosi.