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Ogni anno in Italia si hanno
più di 50.000 fratture di femore, con una netta prevalenza
(circa 3/4) tra le donne. La mortalità entro un anno è
di circa il 10% con una spesa di circa 800 miliardi per la sola
ospedalizzazione.
Si tenga presente, inoltre, che nelle persone
anziane queste fratture si accompagnano ad una serie di complicanze
che, oltre a compromettere la qualità di vita e il grado
di autosufficienza, prolungano la degenza ed i tempi di recupero
funzionale (con conseguente aumento dei costi sociali), fino a portare
talvolta alla morte del paziente. Anche se l'aumento della mortalità
costituisce l'estrema e più drammatica conseguenza della
frattura, non debbono essere trascurati i costi collegati e il grave
impegno socio-assistenziale per i pazienti divenuti più o
meno inabili. Infatti spesso la frattura ha un ruolo indiretto nell'aggravare
malattie preesistenti. Nello studio Medos già citato il 14,4%
dei pazienti con frattura dell'anca presentava complicanze quali
piaghe da decubito, trombosi venosa profonda, infezioni polmonari
ed urinarie.


Ne consegue che, quale conseguenza diretta della frattura, un numero
consistente dei pazienti più anziani (ultrasettantenni) non
sarà più in grado di camminare, compromettendo il
grado di autonomia funzionale oltre alla qualità della vita
stessa.
Il 10% delle donne con frattura del
femore finirà per perdere anche l'autonomia nella cura quotidiana
della persona e di queste, il 19%, avrà bisogno di assistenza
domiciliare continua. In un terzo dei pazienti, infine, la perdita
di autosufficienza sarà tale da richiedere il ricovero per
anziani inabili. Si stima che siano circa un milione e mezzo le
donne in Italia che hanno avuto una frattura vertebrale.
Quando queste fratture sono più di
2-3 si ha un incurvamento del dorso e quasi sempre dolore cronico
in stazione eretta ed un grave grado di invalidità. La prima
frattura può passare inosservata provocando dolore solo per
alcune settimane. Tuttavia è importante che la presenza di
questa prima frattura vertebrale venga riconosciuta al più
presto perché essa predispone al rischio di nuove altre fratture,
questa volta assai più impegnative per la qualità
di vita. La presenza di una frattura vertebrale può essere
riconosciuta solo da una radiografia della schiena. Chi ha avuto
una frattura di femore o vertebrale è ad altissimo rischio
di incorrere in ulteriori fratture compromettendo spesso definitivamente
la qualità di vita. Per questa ragione il Servizio Sanitario
Nazionale fornisce i farmaci più efficaci e specifici gratuitamente
a chi ha avuto una di queste fratture. Seguire scrupolosamente queste
terapie è di fondamentale importanza in questi casi.
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Quanto costano le
"ossa di vetro"?
Ecco i costi economici derivanti dalle
fratture collegate all'osteoporosi in alcuni Paesi
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Stati Uniti
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250 milioni di abitanti
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10 miliardi di dollari
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16.000 miliardi di lire
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Inghilterra e Galles
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50 milioni di abitanti
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614 milioni di sterline
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1.560 miliardi di lire
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Francia
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57 milioni di abitanti
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3.7 miliardi di franchi
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1.220 miliardi di lire
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