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Commento editoriale
I risultati di questo studio dimostrano inequivocabilmente che la soppressione
del turnover osseo, con dosi elevate di bisfosfonati, rallenta il riassorbimento
del callo osseo e quindi il ripristino dell’integrità scheletrica
dopo una frattura. Studi precedenti non avevano mostrato effetti deleteri dei
bisfosfonati sul processo di riparazione delle fratture, ma le dosi utilizzate
erano nettamente inferiori. In questo studio, condotto in collaborazione con i
laboratori della Eli-Lilly, sono state scelte dosi di raloxifene e alendronato
sulla base di precedenti studi che mostravano l’effetto massimo sul metabolismo
osseo. Questo criterio appare legittimo, anche se le dosi selezionate corrispondono
a dosi “umane” pari a 45 mg/die di raloxifene e di 90 mg/die di alendronate.
Pertanto per alendronato sono state utilizzate dosi 9-15 volte superiori a quelle
di raloxifene. In molti studi sperimentali purtroppo tende a prevalere la spinta
dello sponsor più che la necessità di far luce su specifici problemi
di grande rilevanza scientifica.
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