Il sig. Lino, 63 anni, di professione meccanico, da qualche mese
presenta una fastidiosa lombalgia, non irradiata, che si aggrava
durante il lavoro ed è alleviata dal riposo e dal clinostatismo.
Si reca quindi dal proprio medico di base per farsi prescrivere
degli analgesici.
ANAMNESI
Nulla di rilevante a parte altri episodi
passati di dolorabilità alla colonna vertebrale, seppure
solo di breve durata. Per il resto il paziente non è affetto
da altre malattie, non assume farmaci, non fuma, non beve alcolici;
è in lieve sovrappeso.
ESAME OBIETTIVO
Altezza cm 178; peso kg 94. Dolorabilità
a livello dello spazio L4-L5, presente pure all'emergenza delle
radici bilateralmente. Non sono presenti, all'esame obiettivo,
altri segni degni di nota.
Pensando alla presenza di una spondiloartrosi,
il medico prescrive una radiografia della colonna dorso-lombare
e l'uso di FANS per una settimana.
Trascorso questo tempo il paziente ritorna:
il dolore è passato. L'esame RX della colonna dorso-lombare
dimostra la presenza di discopatie multiple (la più importante
L4-L5) ma anche l'evidenza di un aspetto della L3 a tipo "vertebra
d'avorio".
QUESITI
Quali le ipotesi diagnostiche?
Quali altre indagini ritieni necessarie?
Nonostante che la sintomatologia dolorosa
sembra da attribuire più probabilmente ad una spondiloartrosi,
si pone il problema di una lesione vertebrale inaspettata e fino
ad allora silente che potrebbe far pensare ad una patologia neoplastica.
Va quindi accertata la eventuale presenza di neoplasie , data
l'età ed il sesso, e in primo luogo quella prostatica.
Vanno inoltre effettuati gli accertamenti ematochimici.
ESAMI ESEGUITI SUCCESSIVAMENTE
- Hb =15.2 g/dL
- VES (1^h) = 10
- Fosfatasi alcalina totale = 1035 UI/L (v.n. = 106-298)
- gGT = 32 (v.n. < 36)
- AST = 21 (v.n. < 40)
- ALT = 24 (v.n. < 40)
- Calcemia = 10.2 mg/dL (v.n. 8.5-10.5)
- Fosforemia = 2.9 mg/dL (v.n. 2.5-4.5)
- Creatininemia = 1.2 mg/dL ( v.n. 0.8-1.2)
- PSA = 0.2 ng/mL (v.n. 0-4)
- Elettroforesi sierica nella norma
- Es. urine normale
Esplorazione rettale evidenzia una prostata
ingrossata prevalentemente a carico dei lobi laterali, in assenza
di disturbi urunari.
Tale reperto viene confermato alla ecografia tran-uretrale.
QUESITO
Questi dati sono sufficienti per porre
la diagnosi?
No, in quanto non chiariscono l'origine della alterazione radiologica
a carico della vertebra L3. Pertanto viene richiesta una RMN a
livello di questa vertebra nonchè una scintigrafia.
Una RMN della vertebra interessata
esclude con certezza la presenza di tessuto neoplastico.
La determinazione della fosfatasi alcalina ossea che risulta 10
volte al di sopra del valore massimo di normalità e una
scintigrafia ossea confermano la presenza di una malattia ossea
di Paget, peraltro localizzata anche a livello dell'estremo prossimale
della tibia, localizzazione quest'ultima che ancora non aveva
dato segni clinici di sé.
Il medico, vista l'esistenza del Paget
e la presenza di segni di attività della malattia, pur
se asintomatica, decide di trattare il paziente e prescrive una
terapia endovenosa con clodronato che, a distanza di 3 mesi, induce
una completa remissione, documentata dalla normalizzazione dei
livelli della fosfatasi alcalina ossea.
Ai successivi controlli eseguiti dopo 6 e 12 mesi il paziente
risulta ancora in remissione.