La sig.ra Anna, di 58 anni, casalinga, ha sviluppato una settimana
fa una sindrome influenzale. In seguito a numerosi starnuti e
colpi di tosse, è comparso un improvviso e violento mal
di schiena; il dolore è localizzato alla regione del rachide
toracico, è irradiato anteriormente e bilateralmente alla
regione costale, è esacerbato dai movimenti del tronco,
mentre il riposo a letto comporta un modico sollievo.
ANAMNESI
Fin dall'età di 43 anni aveva lamentato
lunghi periodi di amenorrea, divenuti sempre più frequenti
e duraturi. Dall'età di 45 anni il ciclo mestruale era
completamente scomparso.
All'età di 50 anni veniva diagnosticata una cirrosi post-necrotica
da virus C, lentamente evoluta in insufficienza epatica terminale.
Per un repentino aumento dei valori del CEA ed a-fetoproteina,
la paziente era stata sottoposta ad alcuni accertamenti che avevano
dimostrato l'evoluzione in epatocarcinoma su cirrosi. Ulteriori
valutazioni (TAC addome e torace, scintigrafia ossea) avevano
escluso l'estensione della malattia al di fuori del parenchima
epatico.
Da questa età la paziente, trattata con diuretici dell'ansa
e risparmiatori di potassio, aveva visto oscillare notevolmente
il suo peso corporeo, in relazione ai numerosi scompensi edemigeni
cui era andata incontro. Lamentava inoltre facile esauribilità
e ipotrofia muscolare.
Circa sette mesi fa è stata sottoposta con successo a trapianto
epatico.
Gli esami eseguiti subito dopo il trapianto dimostravano una buona
funzionalità dell'organo trapiantato, con modico movimento
degli enzimi epatici; CEA ed a-fetopreteina si erano normalizzati.
Era presente un modesto incremento della creatininemia, con valori
di 1.4 mg/dl. Le condizioni cliniche della paziente erano andate
rapidamente migliorando, fino alla ripresa quasi completa delle
comuni attività del vivere quotidiano.
Dal giorno stesso del trapianto è stata trattata con Ciclosporina
A, Azatioprina e 1 gr ev di metilprednisolone, il cui dosaggio
è stato poi ridotto rapidamente fino a 40 mg ev al quinto
giorno e a 20 mg per os a partire dal sesto giorno dall'intervento.
La terapia corticosteroidea è stata poi ridotta fino a
6-8 mg/die verso il 5°-6° mese dopo il trapianto.
QUESITO
Era opportuno iniziare un trattamento di
" osteoprotezione"?
ESAME OBIETTIVO
Condizioni cliniche scadenti; altezza 155
cm, peso 57 Kg. All'esame della colonna si provoca vivo dolore
alla pressione delle vertebre toraciche e su alcune coste; è
presente limitazione funzionale nei movimenti del rachide e degli
atti respiratori. Null'altro di importante da rilevare.
ESAMI PRELIMINARI
- Emocromo normale
- Azotemia= 75 mg/dL
- Creatininemia = 1.5 mg/dL
- Na 138 mEq/L; K 3.7 mEq/L
- Calcemia= 8.9 mg/dL
- Fosforemia= 3.6 mg/dL
- Fosfatasi alcalina= 188 UI/L (50-125)
- Bilirubinnemia= 2.4 mg/dL
- AST= 61 UI/L ; ALT 88 UI/L;
- gGT= 71 UI/L
- Calciuria 24 ore = 134 mg .
- Rx rachide e coste: deformazione a cuneo
anteriore di D11 e D12; crollo completo di D8. Alle coste presenza
di fratture multiple.
QUESITO
In base alla anamnesi, l'esame obiettivo
e le indagini preliminari,
Quale iter diagnostico intraprenderesti?
La paziente presenta fratture vertebrali
patologiche, una anamnesi positiva per epatocarcinoma con successivo
trapianto. E in trattamento con prednisolone.
Le ipotesi più probabili sono: lesioni metastatiche multiple,
osteporosi secondaria post-trapianto.
E opportuno quindi completare le indagini con una scintigrafia
ossea, una TAC toraco-addominale ed una densitometria ossea.
ESAMI ESEGUITI SUCCESSIVAMENTE
1-Scintigrafia ossea: numerose aree di
ipercaptazione del tracciante a livello costale e a livello di
D12 e D8.
2-TAC torace e addome: negative.
3-Densitometria ossea: a livello del rachide
lombare T-score di -3,7; a livello del femore totale, T-score
di -3.4.
DISCUSSIONE
Sulla scorta dell'esame scintigrafico,
della TAC torace ed addome e della biopsia ossea, veniva esclusa
la diagnosi di diffusione di epatocarcinoma. Si tratta di una
severa forma di osteoporosi secondaria a trapianto d'organo.
Dato l'incremento dei trapianti nel trattamento di numerose patologie,
in particolare causa di insufficienza d'organo, è divenuto
un problema crescente. La patologia ha una genesi multifattoriale
e si caratterizza per la sua peculiare aggressività, portando
rapidamente il paziente allo sviluppo di fratture traumatiche
multiple, che possono minare sensibilmente una prognosi, anche
in quei casi in cui il trapianto ha avuto soccesso. La profilassi
in questi casi è d'obbligo, anche in quei soggetti, rari
peraltro, nei quali la massa ossea di partenza è normale
o di poco ridotta.