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Il signor Giuseppe ha 44 anni, è sposato e ha 2 figlie. Attualmente fa
il magazziniere presso una ditta di trasporti.
Giuseppe tre mesi fa mentre eseguiva sul lavoro un movimento di torsione, avvisò
la comparsa di un dolore violento alla colonna dorso-lombare. Il dolore, inizialmente
localizzato al passaggio dorso-lombare si diffuse poi rapidamente all'intera regione
e si esacerbava con il movimento. Giuseppe riferisce che in passato aveva avuto
sporadiche crisi di lombosciatalgia (1-2 all'anno), soprattutto durante i periodi
di maggiore sforzo fisico sul lavoro.
Il medico curante avendo supposto la presenza di ernia del disco e aveva prescritto
terapia con FANS per via intramuscolare associati a miorilassanti. Il trattamento
aveva consentito la parziale risoluzione della sintomatologia dolorosa. Nel frattempo
il datore di lavoro gli affidava mansioni di lavoro meno pesanti.
A distanza di un mese e mezzo da questo episodio Giuseppe lamentava la ricomparsa
della sintomatologia dolorosa al rachide dorso-lombare. In questa occasione il
medico curante richiedeva uno studio radiologico della colonna vertebrale che
evidenziava la presenza di crolli anteriori di D7 e D11. A Giuseppe allora veniva
consigliata una visita specialistica presso il nostro centro. Al momento della
visita era presente un dolore di tipo subcontinuo alla colonna dorso-lombare.
Giuseppe viene sottoposto a una valutazione densitometrica: BMD, T e Z score L2-L4
(583; -4.84; -4,69), neck (688; -2.65; -1,74), ward's triangle (525; -2.56; -1,33),
total hip (731; -2.62; -2,11).
Vengono prescritti esami bioumorali per escludere la secondarietà dell'osteoporosi:
ALP: 76 U/L (v.n. <122 U/L); Calcemia 9.4 mg/dl; fosforemia 2.4 mg/dl; PTH
68 pg/ml (v.n. <70 pg/ml); profilo proteico nella norma. La funzionalità
tiroidea appare nella norma come pure l'emocromo e gli indici di flogosi.
Viene eseguita anche una valutazione anamnestico-clinica globale più
accurata dalla quale si evidenzia che Giuseppe non beve alcolici, non fuma, beve
al massimo 1 o 2 caffè al giorno. Non ha mai assunto corticosteroidi in
passato.
Dall'anamnesi familiare non derivano informazioni sui genitori. Giuseppe riferisce
però che la figlia di 14 anni ha avuto recentemente due schiacciamenti
vertebrali. Un controllo densitometrico evidenzia bassi valori di densità
alla colonna lombare (T score -2,27) e al femore totale (T score -1,36). La ragazza
presenta le sclere blu. L'altra figlia di 12 anni non è mai andata incontro
a fratture, non ha le sclere blu, ma i valori densitometrici alla colonna risultano
marcatamente ridotti (T score -2,75).
Dall'esame obiettivo di Giuseppe risulta che il peso è 72 kg e l'altezza
è 179 cm. La cifosi dorsale appare accentuata. Le sclere sono blu.
Risposte:
E' diversa la prevalenza-incidenza di fratture osteoporotiche nei maschi
e nelle femmine a parità di valori densitometrici?
Per uno stesso T score l'incidenza di frattura è uguale nei due sessi (Selby
et al Osteop Int 2000).
Quali tipi di osteoporosi maschile conosci?
Le cause di osteoporosi maschile includono un eccesso di glucocorticoidi, l'ipogonadismo
e cattive abitudini di vita, ma spesso non vi è causa ovvia (Kelepouris
et al Ann Int Med 1996).
Quali sono i fattori di rischio nell'osteoporosi maschile?
Apporto di calcio con la dieta, peso, attività fisica, alcool, fumo, cortisonici
(Kelepouris et al Ann Int Med 1996).
Nelle forme primitive qual è il ruolo degli ormoni sessuali?
Può essere utile dosare il testosterone?
Il testosterone nell'osteoporosi maschile può essere normale o diminuito.
In letteratura è stato dimostrato che i valori di BMD correlano in maniera
significativa solo con i livelli di estradiolo (Anderson et al 1997, Gillberg
et al Calcif Tissue Int 1999).
Qual è la diagnosi più probabile?
Osteogenesi imperfetta.
Quali interventi terapeutici avvieresti?
Gli studi sull'osteogenesi imperfetta sono stati condotti finora su soggetti in
età pediatrica con il pamidronato (Glorieux et al. New England 1998).
Qual è la terapia nell'osteoporosi maschile?
Nei maschi con ipogonadismo la terapia con testosterone è risultata poco
efficace (Eastell et al QJM 1998).
Recentemente è stato dimostrato che l'alendronato è in grado di
aumentare in maniera significativa i valori di BMD e di ridurre l'incidenza di
fratture osteoporotiche (Orwoll et al New England 2000).
L'alendronato in Italia ha recentemente ottenuto l'indicazione per l'osteoporosi
maschile.
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