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Caso clinico n° 1
   
 
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Presentazione del caso
 
La sig.ra Annamaria, 60 anni, si rivolge al proprio medico curante per l'insorgenza di un dolore intenso, in sede lombare, comparso mentre tornava a casa dal vicino negozio di alimentari portando con sé una pesante borsa della spesa. Il dolore aveva raggiunto in tempi brevi il suo acme sicché era divenuto un problema anche completare quei 100 metri di strada che ancora la separavano dalla sua abitazione. Aveva pensato che si trattasse della riacutizzazione della solita lombalgia, che si ripresentava periodicamente da qualche anno, soprattutto in occasione di sforzi ripetuti: tuttavia questa volta non si irradiava, come in passato, lungo la regione laterale dell'arto inferiore di destra.

Tornata a casa si era dovuta mettere a letto ed aveva assunto una compressa di Voltaren, che usualmente alleviava sensibilmente la lombalgia: questa volta tuttavia il dolore appariva decisamente resistente ai farmaci, anche ripetuti, sicché aveva deciso di rivolgersi al suo medico curante.
Era preoccupata infatti che i suoi disturbi potessero essere dovuti ad una frattura vertebrale da osteoporosi, come era accaduto anni prima a sua madre, che ora, all'età di 87 anni era ospite in una casa per anziani: non era più autosufficiente dopo la frattura di femore verificatasi 1 anno prima, a seguito di una caduta accidentale in bagno, e lei, Annamaria, non era in grado di fornirle l'assistenza dovuta.

 
   
Anamnesi

La vita non era stata certamente facile per Annamaria. Era la secondogenita di 2 figlie: sua sorella, di 12 anni più vecchia, era purtroppo deceduta 27 anni prima per un carcinoma della mammella, che aveva dato estese metastasi viscerali già all'atto della prima diagnosi. Si era sposata a 22 anni, con un uomo di 30, e non aveva mai avuto figli nonostante entrambi lo desiderassero, pare a causa di cicli anovulatori, che tali erano rimasti nonostante le misure terapeutiche adottate. All'età di 35 anni oltretutto si era dovuta sottoporre ad un intervento di isteroannessectomia: l'intervento doveva limitarsi all'asportazione di un utero fibromatoso, ma pare che il chirurgo avesse deciso di rimuovere anche le gonadi, che apparivano diffusamente cistiche.

Data la giovane età avrebbe voluto sottoporsi ad una terapia ormonale sostitutiva, ma il ginecologo l'aveva sconsigliata per la presenza di carcinoma mammario nella sorella: sicché dovette sopportare per alcuni anni una fastidiosa sindrome vasomotoria, a tutt'oggi presente.
A 42 anni, per il rilievo di un gozzo uninodulare, si era sottoposta agli accertamenti del caso: la biopsia tiroidea documentò la presenza di tireociti tipici con modesto indice proliferativo, escludendo la natura neoplastica dello stesso: fu considerata opportuna una terapia soppressiva con L-tiroxina, 150 mg/die, tuttora in corso, sebbene le dimensioni del nodulo non si siano modificate nel corso degli anni.

Già a quell'epoca aveva iniziato a soffrire di lombalgia cronica: durante le fasi di
riacutizzazione del dolore indossava un bustino lombare ed assumeva qualche compressa di anti-infiammatori, il che consentiva quasi sempre la risoluzione del quadro acuto. Solo 3 o 4 volte era stata costretta a ricorrere a cicli di iniezioni epidurali di cortisone (ogni ciclo comprendeva 3 iniezioni) per aver ragione di un quadro particolarmente tenace.
Annamaria aveva pensato che a questi trattamenti fosse da riferire l'esordio di uno stato ipertensivo che aveva imposto una terapia farmacologica a base di b-bloccanti, dal momento che nessuno della sua famiglia era sofferente di ipertensione arteriosa.

Due anni fa, in seguito a caduta accidentale causata dal ghiaccio, si era procurata una frattura al polso sinistro: alla rimozione del gesso, dopo 60 giorni, vi era completa guarigione della frattura, senza esiti funzionali.
Nello stesso periodo ha iniziato ad assumere regolarmente benzodiazepine a causa di una sindrome ansioso-depressiva resasi ingravescente negli ultimi mesi; all'uso di questi farmaci è stata attribuita l'insorgenza di astenia di moderata entità.
La sua alimentazione è sempre stata regolare, pur seguendo una dieta iposodica; il suo peso, stabile da alcuni anni, è di 60 Kg, con un'altezza di 165 cm. Diuresi regolare; l'alvo, in passato sempre regolare, si è fatto progressivamente stitico. Non fuma né beve alcoolici.

ANNI

EVENTO

NOTE

ANAMNESI FAMILIARE

 

Osteoporosi in famiglia

Madre, fratture vertebrali e femore

 

Carcinoma mammario

Sorella (dec. 45 anni)

ANAMNESI PERSONALE

14 anni

Menarca

 

14-35 anni

Cicli anovulatori

 

35 anni

Menopausa chirurgica

No HRT

42-60 anni

Gozzo uninodulare

T4, 100 m g/die

 

Lombalgia cronica

Triamcinolone R 40 mg per 9/12 somministrazioni.

43 anni

Ipertensione arteriosa

b -bloccanti

58 anni

Frattura di Colles

 
 

Stipsi

 
 

Sindrome ansioso-depressiva. Astenia

Benzodiazepine (astenia?)

60 anni

Frattura di L-1

Non traumatica



esame obiettivo

L'esame clinico è sostanzialmente negativo ad eccezione del rilievo di un nodulo della base del lobo destro della tiroide di circa 2 cm di diametro, di consistenza parenchimatosa, mobile, non dolente alla palpazione; non linfonodi latero-cervicali né sopra-claveari. Il rachide presenta una modesta scoliosi, ed è spontaneamente dolente e intensamente dolorabile a livello dell'apofisi spinosa di L1. Vi è dolorabilità anche nel tratto lombare sottostante, in particolare a carico degli spazi discali. In L4-5 vi è vivace dolorabilità soprattutto in corrispondenza dell'emergenza di L5. I muscoli paravertebrali sono contratti lungo tutto il tratto dorso-lombare, più marcatamente a quest'ultimo livello. Laségue positivo a destra; pressione arteriosa 150-90; frequenza cardiaca 62 al minuto.

Il medico curante prescrive terapia antalgica (Co-efferalgan) associata ad un miorilassante e richiede un Rx del rachide dorso-lombare. Quest'ultimo evidenzia segni di artrosi, ridotto tono calcico, addensamento delle limitanti e osteoporosi; modesta deformazione a cuneo dei corpo di L1. La valutazione morfometrica delle radiografie dimostra una riduzione di 6 mm. dell'altezza anteriore di L1. Si segnalano inoltre segni di patologia discale a vari livelli, in particolare in sede lombare ove i dischi L3-4; L4-5 ed L5-S1 risultano decisamente ridotti in altezza.


domande

Quali commenti relativi all'anamnesi o alla storia clinica ?

In particolare, quali sono gli elementi che rendono questo soggetto a rischio di osteoporosi?

Si deve ipotizzare una forma secondaria?
Se SI, quale/i e perché

Quali indagini ritenete opportune?



Esami ipotetici che si potrebbero richiedere:


1. Mineralometria:
· L1-L4: -2.3 T-score
· Femore prossimale, Neck - 2.5 T-score
· Ward, -3.7 T-score
· Totale, -3.2 T-score


2. Scintigrafia ossea:
Accumulo del radio-tracciante a livello di L1.

3. Funzionalità tiroidea:
T3 e T4 liberi nel range della norma; TSH soppresso.

4. Esame feci:
sangue occulto negativo, non residui indigeriti, non grassi né amidi

5. Esame senologico:
· Mammografia. Seni densi, in involuzione fibroadiposa. A carico dei quadranti supero-esterni alcune formazioni nodulari da riferire con ogni verosimiglianza a mastopatia fibrocistica. A livello del seno destro alcune microcalcificazioni. Si consiglia valutazione ecografica.
· Ecografia mammaria. L'esame conferma la presenza di numerose formazioni cistiche; a destra un nodulo solido, i cui margini appaiono sufficientemente ben delineati. Nel suo contesto sono presenti alcune calcificazioni.
· Agobiopsia eco-guidata: fibroadenoma.

6. TC o RMN del rachide.
L1 presenta parziale collasso della struttura trabecolare; non si apprezzano immagini riferibili a ripetizione neoplastica.

7a ESAMI DI LABORATORIO
Es. emocromocitometrico nella norma;
ALP 120 UI/L (30-120);
gGT 30 UI/L (<50);
VES 15 (<30);
Calcemia 9,5 mq/dL (8- 10); Calciuria 150 mg/24h (60-300);
Fosforemia 3,5 mg/dL (3-5.5);
Elettroforesi delle sieroproteine = normale;
Creatininemia 0,9 mg/dL (0,6-1,2).
Studio del turnover osseo: bAp 32 mg/l (vn < 23); Ntx 212 mMol/mMol Cr (vn 70-180); PTH 1-84 60 pmol/L (30-100)

7b E SE INVECE GLI ESAMI DI LABORATORIO FOSSERO STATI QUESTI ?
Es. emocromocitometrico : lieve anemia normocromica normocitica (Hb = 11,2 g/dL)
ALP 320 UI/L (30-120);
yGT 30 UI/L (<50);
VES 45 (<30);
Calcemia 11,5 mq/dL (8- 10); Calciuria 290 mg/24h (60-300);
Fosforemia 2,7 mg/dL (3-5.5);
Elettroforesi delle sieroproteine = normale
Immunoelettroforesi = normale
Bence-Jones negativa
Creatininemia 0,9 mg/dL (0,6-1,2).
Studio del turnover osseo: bAp 52 mg/l (vn < 23); Ntx 412 mMol/mMol Cr (vn 70-180); PTH 1-84 100 pmol/L (30-100).

Ecografia tiroidea.
La tiroide appare lievemente aumentata di volume, di aspetto disomogeneo; a carico del lobo destro, nodulo iso-ecogeno, con orletto periferico ipo-ecogeno, delle dimensione di 2 x 1,8 cm. Altra formazione nodulare si apprezza subito al di sotto del polo inferiore del lobo destro della ghiandola, di aspetto ecografico ipo-ecogeno rispetto al parenchima tiroideo, a margini netti, e da riferire con ogni verosimiglianza a formazione paratiroidea. Non linfoadenopatie latero-cervicali di significato patologico. Si consiglia approfondimento diagnostico.

Scintigrafia para-tiroidea con doppio tracciante e sottrazione di immagine (Tc-Tl). Dopo sottrazione di immagine, persiste accumulo di radiotracciante in corrispondenza della formazione localizzata al di sotto del polo inferiore del lobo destro della tiroide, da riferire a paratiroide inferiore destra aumentata di volume.

Agobiopsia del nodulo.
Tessuto paratiroideo.

7c E SE INVECE GLI ESAMI DI LABORATORIO FOSSERO STATI QUESTI ?
Es. emocromocitometrico :
· anemia normocromica normocitica (Hb = 9,2 g/dL)
· globuli bianchi 3200 mmc (vn 4500-9500), formula normale
· piastrine 80.000 (vn 120.000 - 350.000)
ALP 100 UI/L (30-120);
?GT 30 UI/L (<50);
VES 85 (<30);
Calcemia 13,5 mq/dL (8- 10); Calciuria 490 mg/24h (60-300);
Fosforemia 3,7 mg/dL (3-5.5);
Elettroforesi delle sieroproteine = ipog-globulinemia
Immunoelettroforesi = riduzione ig M e G
Bence-Jones: presenza di componente monoclonale (catene K)
Creatininemia 1,5 mg/dL (0,6-1,2)

Studio del turnover osseo:
bAp 10 mg/l (vn < 23); Ntx 612 mMol/mMol Cr (vn 70-180); PTH 1-84 25 pmol/L (30-100)

TC o RMN del rachide.
L1 presenta parziale collasso della struttura trabecolare; non si apprezzano immagini riferibili direttamente a tessuto neoplastico. In corrispondenza di quasi tutti i corpi vertebrali esaminati, sono presenti lesioni litiche, le cui piccole dimensioni giustificano la mancata evidenza radiografica.
Biopsia osteo-midollare. Netto incremento della componente plasma-cellulare valutabile intorno al 20%; moderata riduzione delle altre componenti cellulari.



Prescrizione del medico

Sulla base dei risultati delle indagini indicate in 7a, il medico curante prescrive la seguente terapia:
· Corsetto ortopedico rigido da indossare durante la stazione eretta
· Proseguire terapia con Co-Efferalgan + Muscoril, al bisogno
· Alendronato, 1 cpr/die
· Calcio 500 mg + Vit. D3 400 U.I./ die



Quesito

Cosa può attendersi la paziente da tale terapia ?

In particolare essa risolverà il problema dolore ?

Quali consigli daresti alla paziente relativi a:
- attività fisica
- alimentazione e stile di vita

Lo schema terapeutico suggerito potrebbe essere valido come trattamento di supporto nei casi prospettati ai punti 7b e 7c?