| BISFOSFONATI
Definizione
I Bisfosfonati (BF), scoperti alla fine degli anni
60, rappresentano a tuttoggi la terapia di prima
scelta per il trattamento dellosteoporosi e di altre
patologie del metabolismo osseo quali il morbo di Paget,
losteogenesi imperfetta, le metastasi ossee o losteolisi
da mieloma multiplo.
Si tratta di potenti inibitori del riassorbimento osseo
e cioè una classe di farmaci in grado di inibire lattività
degli osteoclasti e la decostruzione scheletrica. Il riassorbimento
osseo è uno dei processi alla base del continuo
ricambio e rinnovamento del tessuto osseo: il rimodellamento.
In particolare, il rimodellamento è oggi considerato
un processo di fondamentale importanza nellorganismo
umano. Esso è il risultato di due distinti processi:
riassorbimento da parte degli osteoclasti e neoformazione
da parte degli osteoblasti che cooperano alla sostituzione
del vecchio tessuto osseo con nuovo tessuto osseo sano.

Struttura e meccanismo dazione
I BF sono molecole non idrolizzabili analoghe al pirofosfato.
Sono composti caratterizzati dalla presenza di due legami
carbonio-fosforo e da due catene laterali R¹ e R²
(figura 3). La catena R¹ partecipa al legame con la matrice
ossea mineralizzata, mentre la catena R² è responsabile
dell'attività antiriassorbitiva ed è differente
nei diversi BF. I BF si legano ai cristalli di idrossiapatite
nelle aree in cui gli osteoclasti erodono losso formando
veri e propri buchi. Durante la fase di riassorbimento, losteoclasta
acidifica la matrice ossea provocando la dissoluzione dei
cristalli di idrossiapatite con conseguente liberazione del
bisfosfonato. Una volta liberato, il bisfosfonato può
venire a contatto con gli osteoclasti ed inibire il loro potere
di assorbimento.
Pirofosfato
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Bisfosfonato
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| Fig.1 |
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Le altre superfici ossee non sono accessibili perché
rivestite da osteoblasti o da lining cell.
I BF agirebbero, inoltre, sugli osteoblasti attraverso linibizione
del reclutamento e della formazione di nuovi osteoclasti (osteoclastogenesi).
Due differenti meccanismi dazione
Sulla base della loro struttura chimica oggi i BF vengono
classificati in 2 grandi gruppi con differente meccanismo
di azione:
- amino-BF, molecole contenenti un gruppo amminico
(alendronato, pamidronato, neridronato). Leffetto
finale è la morte programmata degli osteoclasti.
- non-amino-BF prime molecole sintetizzate per prime,
come etidronato, clodronato e tiludronato. Questa classe
di BF causa la morte immediata dellosteoclasta.
Bisfosfonati prima generazione
Etidronato e Clodronato, molto simili al pirofosfato,
sono metabolizzati allinterno degli osteoclasti e della
linea cellulare da cui derivano (monociti-macrofagi) in un
analogo non idrolizzabile dellATP:
Queste molecole vengono metabolicamente incorporate
negli osteoclasti come analoghi dellATP, provocando
un deficit energetico della cellula. Questa classe di BF causa
la morte immediata dellosteoclasta.
Amino Bisfosfonati
Gli amino-BF Alendronato, Neridronato, Pamidronato
inibiscono un enzima che catalizza la biosintesi degli steroli
(colesterolo) a partire dal mevalonato e in particolare la
formazione di questi
gruppi isoprenilici comporta la mancata prenilazione di diverse
classi di proteine che svolgono un ruolo fondamentale nel
mantenimento del ciclo vitale cellulare (morfologia cellulare,
proliferazione cellulare, trasduzione di segnali ecc.). Le
modificazioni biochimico-funzionali e morfologiche che ne
conseguono comportano per gli osteoclasti limpossibilità
di formare vescicole e di organizzare i ruffled border (orletto
a spazzola) e, come effetto finale, una più rapida
morte cellullare programmata (apoptosi cellulare). Queste
importanti differenze sul meccanismo dazione fra i BF
di prima generazione e gli amino-BF di seconda e terza generazione
possono comportare, in ultima analisi, una differente efficacia
anti-riassorbitiva fra le due diverse classi di farmaci, efficacia
superiore negli amino-BF.

FILMATI BISFOSFONATI
1)
Che cosa è L'osteoporosi [ vedi il filmato ] - [ scarica il filmato ]
2) Il Meccanismo dei Bisfosfonati [ vedi il filmato ] - [ scarica il filmato ]
3) Rimodellamento osseo [ vedi il filmato ] - [ scarica il filmato ]
Pratica Clinica: indicazioni
I BF sono oggetto di trial clinici per la terapia di patologie
come osteoporosi, metastasi ossee, ipercalcemie maligne.
In seguito a questi numerosi studi, lalendronato
è stato registrato per il trattamento dellosteoporosi.
Uno studio per il trattamento dellosteogenesi imperfetta
ha condotto allo sviluppo di un nuovo bisfosfonato neridronato
e alla prima registrazione medica per questa grave malattia
genetica.
Inoltre, i BF sono considerati il trattamento delezione
nella cura del morbo di Paget. Recentemente, è stata
segnalata lefficacia dei BF nel trattamento palliativo
delle metastasi ossee e delle algodistrofie.
In Italia, le indicazioni ufficialmente registrate
per limpiego clinico dei principale BF sono le seguenti:
Prima generazione
Clodronato IM/EV
Osteolisi tumorali. Mieloma multiplo. Iperparatiroidismo primitivo.
Osteoporosi post-menopausale.
Etidronato OS
Morbo di Paget
Seconda generazione Amino Bisfosfonati
Alendronato OS
Osteoporosi post-menopausale. Osteoporosi maschile. Osteoporosi
indotta da glucocorticoidi.
Neridronato EV/IM
Osteogenesi Imperfetta. Morbo di Paget
Pamidronato EV
Metastasi ossee. Mieloma multiplo. Ipercalcemia provocata
da Osteolisi neoplastica.
Ibandronato OS
Prevenzione di eventi scheletrici in pazienti affette da tumore
della mammella e metastasi ossee. Osteoporosi post-menopausale.
Fratture vertebrali.
Risedronato OS
Osteoporosi post-menopausale manifesta. Osteoporosi indotta
da glucocorticoidi.
Zoledronato EV
Ipercalcemia neoplastica
Farmacocinetica
I bisfosfonati somministrati per OS sono caratterizzati da
uno scarso assorbimento intestinale, non superiore al 10%.
Per lalendronato, ad esempio, uno dei bisfosfonati più
studiati, tale percentuale è dello 0,5-0.7%. Lassorbimento
è inoltre fortemente ostacolato sia da bevande (ad
esclusione dellacqua) che dai cibi, in particolare quelli
contenenti calcio (latte e derivati). Studi eseguiti sullalendronato
suggeriscono che lassorbimento viene ostacolato anche
2 ore dopo un pasto e che inoltre viene ridotto del 50% se
il farmaco viene assunto assieme a caffè o succo di
arancia. Per tale motivo viene consigliato di assumere il
farmaco solo con acqua, almeno 30 minuti prima di colazione.
Lemivita dei bisfosfonati è breve. Una percentuale
compresa tra il 20 e il 50% della quota assorbita è
captata dallosso entro 12-24 ore, il resto viene rapidamente
escreto con le urine. I bisfosfonati si depositano nello scheletro,
nei siti di rimodellamento, in misura variabile, dipendente
dal turnover osseo. Essi permangono a lungo a livello scheletrico;
la loro eliminazione infatti è molto lenta, ed è
stata calcolata una emivita nello scheletro di diversi anni.
Tossicità
I bisfosfonati hanno dimostrato una scarsa tossicità
sia clinica sia negli animali da laboratorio. In particolare
i test di teratogenicità, mitogenicità e carcinogenicità
in genere sono risultati negativi. Tuttavia non essendoci
dati adeguati sulluso dei bisfosfonati in gravidanza
e durante lallattamento, se ne sconsiglia luso.
Disturbi gastroenterici (pirosi, dolore, dispepsia) compaiono
in una piccola percentuale di pazienti che assumono tali farmaci
per via orale, soprattutto in coloro che sono affetti da ernia
iatale con esofagite da reflusso.
Per quanto riguarda altre informazioni sulla corretta assunzione
dei bisfosfonati rimandiamo alla lettura della scheda tecnica
di ciascun prodotto.
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